Il mondo accademico è sempre più in fermento contro lo sterminio dei palestinesi messo in atto dallo Stato di Israele. L’ultimo ateneo a interrompere i rapporti con lo stato ebraico è stata l’università Ca’ Foscari di Venezia, che ha spiegato la scelta con un comunicato.
“Assistiamo all’uccisione di decine di migliaia di civili e alla distruzione sistematica delle istituzioni educative”
“L’Università – si legge nella nota – condanna i crimini gravissimi di cui, secondo quanto emerso dai pronunciamenti della Corte Penale Internazionale e dalle risoluzioni dell’Onu, si è reso e si rende responsabile il governo di Israele nei confronti della popolazione palestinese di Gaza e Cisgiordania. Da molti mesi tutto il mondo assiste all’uccisione di decine di migliaia di civili, oltre che alla distruzione sistematica delle istituzioni educative palestinesi a cominciare dalle università”.
E ancora: “Davanti a questo scenario – si legge ancora nel comunicato – l’Ateneo si impegna a non avviare accordi e collaborazioni con enti, istituzioni e università di Israele, implicati, direttamente o indirettamente, nella campagna militare in corso e a congelare quelle in essere, fino alla cessazione dell’offensiva militare in corso e alla manifestazione da parte del governo israeliano dell’intenzione di rispettare i diritti fondamentali del popolo palestinese, il diritto internazionale e umanitario, e le risoluzioni delle Nazioni Unite“.
Zanella (Avs): “I popoli esprimono sdegno per le scelte dei loro governi”
Sostegno all’iniziativa dell’università Ca’ Foscari arriva dalla capogruppo di Alleanza Verdi Sinistra alla Camera, Luana Zanella: “Da parte di una eccellenza accademica – spiega – giunge un segnale fortissimo di protesta e indignazione contro lo sterminio di un popolo. Di fronte alla immobilità dei Governi il protagonismo della società civile può essere decisivo. Ormai si può dire che le élite al potere in Occidente siano isolate rispetto ai popoli che, invece, esprimono sdegno per quello che sta avvenendo e per la scelta dei propri Governi di chiudere gli occhi”.

