È un’ode al corpo umano in tutte le sue forme la mostra che la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma propone al suo pubblico: prima che sia dichiarato per sempre superfluo, smaterializzato nelle reti digitali, ridotto a luogo del “difetto” da correggere a tutti i costi, vittima come è di una profonda crisi identitaria.
Corpi Speciali, la prima grande esposizione in Italia del duo fotografico di fama internazionale Luigi & Iango (Luigi Murenu e Iango Henzi), è curata da Francesca Alfano Miglietti e prodotta da Tenderstories, èd è visitabile negli spazi della GNAMC fino al 29 novembre 2026.
Per accedere al percorso espositivo si attraversa la Sala di Burri: «un passaggio concettuale potente che ci ricorda immediatamente cosa sia la materia – ha fatto notare in conferenza la curatrice – Cosa sia la ferita e cosa rappresenti la memoria del dolore». È proprio da qui che prende le mosse una selezione rigorosa e “quasi magica” di oltre duecento fotografie, capaci di spogliare il ritratto contemporaneo dalle sue derive patinate per restituirgli una valenza politica, etica e sociale.

Un atlante umano contro lo spettacolo
Famosi nel mondo per aver firmato oltre trecento copertine per i più prestigiosi magazine internazionali e per aver immortalato grandi icone del cinema, della musica e dell’arte – da Madonna a Cate Blanchett, da Pedro Almodóvar a Ryūichi Sakamoto – Luigi & Iango accettano qui la sfida di un invito inedito. Estratti dal loro habitat naturale della fotografia di moda, i due mettono in scena un corpo che non è più supporto per abiti o celebrazione del potere estetico, ma “materia in trasformazione” e “termometro del nostro tempo”.
Come evidenziato nel progetto curatoriale, per secoli l’arte ha rappresentato i corpi del potere (i re, la Chiesa), per poi scoprire, a partire dall’Ottocento e attraverso le avanguardie del Novecento, i corpi reali: gli operai, le prostitute, la follia, il circo, la marginalità. Oggi, i corpi speciali celebrati da Luigi & Iango siamo tutti noi: nella nostra inevitabile inadeguatezza, nella fragilità, nei segni del tempo, nella disorganicità e nella ricerca di una soggettività fluida che rifiuta la gabbia delle identità predeterminate.

Vedere a occhi chiusi: un’esperienza di empatia e gentilezza
Il percorso espositivo – scandito da sezioni tematiche e citazioni di filosofi e scrittori come William Shakespeare, Roland Barthes, Italo Calvino, Jean-Luc Nancy, Susan Sontag, James G. Ballard e Gilles Deleuze – propone una sorta di drammaturgia della visione.
Non a caso, si apre con il volto di una donna dagli occhi serrati, solcato dalle rughe e da un dolore muto e assoluto. È la metafora dell’aedo cieco, dell’Omero che, per vedere e comprendere davvero la realtà, deve calare il sipario con il mondo esterno. “Vedere a occhi chiusi” diventa così un imperativo per lo spettatore: un invito a spegnere la luce abbagliante della spettacolarizzazione per guardarsi dentro, riscoprendo nella fragilità dell’altro la propria stessa immagine.
In un panorama visivo dominato da immagini veloci, liquide e passeggere, il lavoro di Luigi & Iango rivendica il valore del tempo, dello studio della luce – che attinge tanto al classicismo e al Barocco quanto al Surrealismo e alla cultura punk – e della cura maniacale del dettaglio. Le loro immagini non rappresentano passivamente il mondo: lo creano, smontando i meccanismi del desiderio e dell’apparenza.
In questo tempo complesso, segnato da conflitti, ostilità e continue pressioni omologanti, Corpi Speciali si impone non solo come un saggio sulla visione fotografica, ma come un atto d’amore e di gentilezza. Una mostra intima e sovversiva che ci ricorda quanto accorgersi dell’Altro rimanga, ancora oggi, la scelta più rivoluzionaria possibile.

Luigi & Iango. Corpi speciali: info pratiche
Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea
Fino al 29 novembre 2026
Da martedì a domenica 9.00-19.00

