Quando scrivo qualcosa contro i criminali che stanno sterminando i palestinesi, spunta sempre il commento del pirla di turno che mi accusa di “antisemitismo”.
Voglio rassicurare tutti: sono profondamente ateo. E penso che le religioni riguardino la sfera intima di ognuno di noi. Io, ad esempio, penso che i gatti siano delle divinità, ma non infastidisco il prossimo con il mio credo e soprattutto non cerco di imporlo con la forza.
Per me non esistono “popoli inferiori”, ma non esistono neanche “popoli eletti”.
Per me un criminale è un criminale, qualunque religione professi.
Per me è un abominio il concetto di “Stato islamico”, com’è un abominio il concetto di “Stato ebraico”, com’è un abominio il concetto di “Stato cattolico”. Lo Stato deve essere laico, punto. E penso che i simboli religiosi dovrebbero sparire da tutte le bandiere.
Per me, tra tutte le religioni, quelle più pericolose sono le tre principali religioni monoteiste, perché prevedono la figura di una divinità che diventa anche “giudice” e all’occorrenza “capo politico”.
Per me, e non solo per me, le “razze” non esistono. Esiste solo l’essere umano.
In sostanza, non posso “odiare” qualcosa che per me, semplicemente, non esiste.
Tra il Tanakh, i Vangeli, il Corano e Il Signore degli Anelli, preferisco l’ultimo, perché penso che sia scritto meglio e sia più avvincente. Nulla contro chi crede profondamente in quello che è scritto negli altri testi, che trovo comunque molto affascinanti, ma penso che nessuno debba mischiarli con la politica.
I veri “antisemiti”, per me, sono quelli che difendono l’operato del governo israeliano, perché di fatto affermano che l’unico modo che ha di garantire la sicurezza sia sterminare una popolazione, cosa che contraddice il concetto di civiltà.
Spero di essere stato abbastanza chiaro.
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