Sono molto angosciato. E sono molto angosciato perché il caso di Mario Roggero, il gioielliere con la pistola che ha inseguito e giustiziato due dei tre rapinatori che avevano svaligiato la sua gioielleria, ha completamente oscurato l’altro caso che in questi mesi ha scaldato i cuori dei trogloditi, degli analfabeti funzionali e dei loro idoli. Sto parlando, ovviamente, della famiglia nel bosco.
Oggi il girasagre cheerleader, conosciuto anche con il soprannome di Matteo Salvini, è corso al carcere di Bollate per essere il primo ad abbracciare l’omicida. Ha detto che gli piacerebbe candidarlo nelle liste della Lega. Devo dire che in effetti non stonerebbe: Roggero, col suo curriculum, sarebbe un ottimo elemento da far sedere in Parlamento. Purtroppo per il girasagre cheerleader però, Mario Roggero non è candidabile. E oltretutto, dopo la sua visita, potrebbe addirittura finire in isolamento.
Trovo disdicevole che il ministro delle Infrastrutture, dei Trasporti e della famiglia nel bosco, abbia smesso di occuparsi di quella mamma di quel papà e di quei bambini. E lo trovo disdicevole perché la mamma della famiglia nel bosco, per ringraziarlo della sua visita, gli aveva regalato delle uova.

