Salim El Koudri, l’uomo che sabato 16 marzo, a Modena,
ha investito intenzionalmente con la sua auto dieci persone, lasciando quattro di loro in gravissime condizioni, non è un terrorista islamico, come vorrebbe far credere qualcuno, ma una persona con gravi disturbi psicologici.
A dirlo non è la solita “sinistra”, quella che secondo la solita propaganda per analfabeti funzionali vorrebbe farci invadere da chissà chi, ma le forze dell’ordine e il ministro dell’Interno in quota Lega,
Matteo Piantedosi. Sia gli inquirenti che il Viminale, infatti,
hanno sottolineato che da ciò che sa emergendo sull’aggressore di Modena
“non c’è nulla che faccia pensare a un attentato o a una radicalizzazione”, ma che tutto si inquadrerebbe nel gesto di una persona
“con un grave disagio psicologico“, un disagio certificato dalle cure psichiatriche già ricevute.
Quelle frasi non certificano l’estremismo religioso, ma un disagio mentale
Quanto alle frasi deliranti contro i cristiani scritte anni fa dal trentunenne sui social e in delle mail, frasi mostrate dal solito
Matteo Salvini per avvalorare la bislacca tesi della
“mancata integrazione delle seconde generazioni”, non svelano chissà quale movente “religioso”, tantomeno chissà quale collegamento con gruppi dí estremisti: confermano solo che l’uomo è uno squilibrato.
In realtà, la vera domanda che dovrebbe porsi la politica – di destra e di sinistra – è come sia possibile che una persona in quelle condizioni abbia potuto guidare un’automobile.
Non c’è nessuna cittadinanza da revocare
Il ministro dei Trasporti,
quello che non riesce a far arrivare i treni in orario, invece di continuare a fomentare trogloditi razzisti e analfabeti funzionali blaterando di cittadinanze e permessi di soggiorno da revocare, forse dovrebbe spiegarci perché una persona on quello stato era in possesso di una patente di guida.
Quanto
alle sue proposte un po’ deliranti – e palesemente incostituzionali – su cittadinanze e permessi di soggiorno da revocare, in molti hanno spiegato a Matteo Salvini che l’uomo che che ha commesso il folle gesto, malgradio il nome straniero, è un cittadino italiano e quindi non c’è nulla da revocare. Come non c’è nulla da revocare al padre, un onesto lavoratore come tanti, che la cittadinanza l’ha ottenuta prima della nascita del figlio, dopo molti anni in cui ha vissuto e lavorato in Italia. Non è da escludere che ora il suddetto ministro dei Trasporti, quello che non riesce a far arrivare i treni in orario, proporrà di revocare la cittadinanza agli spermatozoi. Staremo a vedere.
I partiti che impoveriscono le persone e lucrano sulla rabbia
In Italia e purtroppo non solo in Italia, si sa, che ci sono dei partiti e dei leader che lucrano su questi fatti per attrarre voti facili, mettendo i penultimi contro gli ultimi. Lucrano sull’ignoranza e sulla rabbia di una parte della popolazione. Il paradosso è che nel nostro Paese queasti partiti governano ormai da quattro anni e il loro governo ha reso quella stessa parte della popolazione ancora più povera e ancora più arrabbiata. La Lega di Matteo Salvini, oltretutto, aveva già fatto parte di altri due governi nella scorsa legislatura. È il partito più “anziano” che c’è in Parlamento e in tutte le sue trasformazioni ha mantenuto una tendenza a dividere, a creare dei “buoni” e dei “cattivi”: un tempo i “cattivi” erano i meridionali, soprattutto i napoletani, oggi i “cattivi” sono gli immigrati. Stagioni diverse, stessa idiozia.
Perché è stupido discriminare gli immigrati
Oggi in Italia ci sono quasi 3 milioni di cittadini musulmani: sono più della metà del totale degli immigrati regolarmente residenti nel Paese. Senza di loro nelle nostre città non aprirebbero centinaia di negozi, non aprirebbero quasi tutti i bar e i ristoranti. Come spiegò molto bene l’ex presidente del Veneto Luca Zaia, che non è certo un pericoloso “sinistro”, ma un leghista Doc, senza gli immigrati, nel Nord Est, chiuderebbero le fabbriche. Gli immigrati rappresentano il 9% della popolazione italiana e nei prossimi anni il dato è destinato a crescere. A Modena, tra i cittadini che hanno fermato l’aggressore, c’erano anche due stranieri.
Criminalizzare e discriminare gli immigrati, strumentalizzando fatti di cronaca come quello di Modena, non solo è da stupidi, ma rischia – quello sì – di creare pericolosi ghetti e radicalizzazioni. La classica frase “già abbiamo i nostri, non dobbiamo importarne altri” è semplicemente demenziale. Gli italiani che emigrano sono più degli stranieri che arrivano e si fermano in Italia. Le persone non si “importano”: le persone viaggiano, emigrano e se rispettano le regole sono libere di farlo, qualunque sia la loro nazionalità.
Siamo già in campagna elettorale
Altra cosa è l’immigrazione irregolare, che riguarda una piccolissima parte degli immigrati e richiede altri tipi di azioni, prima fra tutte abolite una
legge che si chiama “Bossi – Fini” e rende di fatto invisibile chi arriva, consegnandolo al degrado, al caporalato (che fa tanto comodo a chi fomenta odio contro gli immigrati, ma ama il cibo) e spesso alla criminalità organizzata.
Purtroppo, nei prossimi mesi, la Lega e il suo leader girasagre riprenderanno a parlare in modo ossessivo di immigrazione, con la scusa della Sicurezza. I fatti di Modena saranno ripetuti come un mantra, come già accaduto in passato con altri casi di cronaca. Lo faranno per frenare l’esodo di voti di estrema destra verso il partito del generale Roberto Vannacci. Un esodo che però è inevitabile perché l’ex generale, al momento, ha qualcosa che il girasagre non ha: non ha governato negli ultimi 4 anni e non ha avuto ruoli di punta in governi precedenti. Una cosa è certa: siamo già in campagna elettorale.
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