mercoledì, Dicembre 10, 2025
spot_img
HomeOpinioniCon Giorgia Meloni al governo mangiare è diventato un lusso

Con Giorgia Meloni al governo mangiare è diventato un lusso

Istat certifica che da ottobre 2021 a ottobre 2025 i prezzi dei beni alimentari in Italia sono aumentati del 24,9%

In questo tempo impazzito in cui gente che fatica ad arrivare a fine mese arriva a disprezzare chi propone una patrimoniale con un prelievo dell’1,3% per chi possiede beni o rendite sopra i due milioni di euro, mangiare e bere costa sempre più. “A ottobre – spiega  Massimiliano Dona, presidente di Unione Nazionale Consumatori – mentre l’inflazione mensile scendeva dello 0,3%, i Prodotti alimentari e delle bevande analcoliche salivano dello 0,2%. Su base annua, poi, il rialzo è stato del 2,7%, che tradotto in soldoni significa che per mangiare e bere una coppia con 2 figli paga su base annua ben 250 euro in più, una coppia con 1 figlio 219 euro, 173 per una famiglia media”.

Dal 2021 i beni alimentari sono aumentati del 24,9%

I numeri a cui fa riferimento Dona sono quelli della nota sull’andamento dell’economia diffusa dall’Istat, dove si registra che da ottobre 2021 a ottobre 2025 i prezzi dei beni alimentari in Italia sono aumentati del 24,9%. In pratica, l’elettore tipo dei partiti che sostengono il governo Meloni, mentre attacca chi critica i suoi idoli al grido di “rosica”, “malox” (scritto così…), “siete dei poveri comunisti” e scritti insultanti in italiano stentato, diventa sempre più povero e sempre più arrabbiato. Qualcuno potrebbe pensare che si tratta di una sorta di legge del contrappasso, ma in realtà il problema riguarda anche chi non sostiene l’attuale esecutivo.

Perché mangiare è diventato un lusso

“In appena un mese – ha continuato il presidente di Unione Nazionale Consumatori – il Cioccolato è rincarato del 2,7%, i Gelati costano il +2,6% in più, il Cacao e il cioccolato in polvere il +2,1%. Rispetto a ottobre 2024, il Cacao e cioccolato in polvere lo paghiamo il 21,8% in più, il Caffè il 21,1%, il Cioccolato il 10,2%, la Carne bovina il 7,9%, le Uova il 7,2%, il Burro il 6,7%, la Carne ovina e il Pollame il 5,3%, il Latte conservato il 5%, il Riso il 4,6%. Insomma, andare a fare la spesa è diventato oramai un lusso”.

Misiani (PD): “Nel Paese cresce la povertà”

I dati diffusi dall’Istat hanno riacceso lo scontro politico, con le opposizioni che attaccano duramente il govrerno. “In questi anni, sotto il governo Meloni, il costo della vita ha avuto una fiammata che non si vedeva da decenni, con aumenti medi di quasi il 25 per cento”, commenta Antonio Misiani, responsabile Economia nella segreteria nazionale del Partito Democratico, che ricorda: “Mentre i prezzi salivano, i salari e gli stipendi restavano al palo. Oggi, in termini reali, valgono ancora circa l’8 per cento in meno rispetto al 2021. È il segno di un Paese in cui cresce la povertà lavorativa e in cui milioni di persone faticano ad arrivare a fine mese.

Aiello (M5S): “Cadono le bufale di di FdI, Lega e FI”

Sulla stessa linea il deputato del M5S in commissione Lavoro, Davide Aiello, che tuona: “Il dato fa cadere in un colpo solo le bufale che esponenti di FdI, Lega e FI, che evidentemente hanno scarsa dimestichezza con la matematica e parlano di un sedicente ‘cambio di rotta’ sui salari. La verità invece è che, con un’inflazione cresciuta a ritmi vertiginosi mentre gli stipendi andavano a passo di lumaca, lavoratori e famiglie sono sempre più poveri. Non è un caso se il 9% dei dipendenti a tempo pieno è in povertà assoluta e sale il numero di giovani che scappano all’estero”.

 

Consigli per gli acquisti

 

Altri articoli

Seguimi su...