Per un under 30 su due il debito residuo vale almeno dodici mensilità di stipendio netto, due su tre hanno più posizioni aperte contemporaneamente e c’è chi supera i 100.000 euro. A pagare il prezzo più alto sono le giovani donne: hanno un debito mediano quasi identico ai coetanei maschi, ma guadagnano meno e sono più del doppio a chiudere il mese in rosso. È quanto emerge dall’indagine sull’indebitamento della Gen Z realizzata da Bravo, fintech specializzata nella gestione, ristrutturazione e prevenzione del sovraindebitamento.
Quanto vale il debito dei giovani under 30
Secondo i dati elaborati da Bravo su oltre 23.000 utenti seguiti nell’ultimo anno, tra i 18 e i 29 anni il debito mediano è di 17.317 euro, a fronte di uno stipendio netto medio di circa 1.500 euro. Ogni mese in rate se ne vanno in media 493 euro, ovvero un terzo della busta paga. Per il 51,1% dei giovani il debito residuo è pari ad almeno 12 mensilità di stipendio, mentre per il 18,3% raggiunge o supera i due anni di reddito.
Non si tratta quasi mai di un solo impegno: il 66,4% gestisce già due o più debiti e il 34,2% ne ha almeno tre aperti contemporaneamente. Il prestito personale è presente nel 97,8% dei casi, mentre più di uno su cinque (21%) ha anche debiti legati a carte di credito o revolving. Il quadro è reso più pesante dal fatto che, sebbene il 56,5% abbia un contratto a tempo indeterminato, per l’81,6% lo stipendio netto resta sotto i 2.000 euro al mese
Rate che assorbono un terzo (o più) dello stipendio
Un under 30 su due destina alle rate almeno un terzo del reddito netto e più di uno su cinque (22,7%) arriva a impegnare la metà o più. Sommando rate e spese essenziali (alimentazione, casa, utenze e trasporti), per il 16,5% le uscite superano già le entrate.
La situazione diventa critica nella fascia di chi guadagna meno di 1.000 euro al mese (il 12% del campione): qui per la metà dei giovani le rate assorbono l’intero reddito e il 67,7% chiude il mese in rosso. Preoccupa anche la condizione dei disoccupati, che rappresentano il 21,1% degli under 30 analizzati: hanno un debito mediano di 15.150 euro, rate che pesano per il 40% sulle entrate e oltre uno su tre in rosso a fine mese.
Le giovani chiudono il mese in rosso il doppio dei coetanei
Giovani donne e uomini under 30 hanno un debito mediano quasi identico (16.838 euro contro 17.550), ma lo stipendio cambia: 1.300 euro netti al mese per le ragazze, 1.600 per i ragazzi. Di conseguenza le rate pesano per il 36,7% sullo stipendio delle giovani contro il 32% dei coetanei. Quasi una giovane su tre (29,3%) chiude il mese in rosso, più del doppio rispetto ai ragazzi (13,8%).
Il divario di genere emerge quindi non tanto sull’ammontare del debito, quanto sulla capacità di sostenerlo con un reddito inferiore. È uno dei dati più chiari dell’indagine e conferma come le disuguaglianze salariali si traducano rapidamente in maggiore fragilità finanziaria.
Il paradosso del posto fisso e i debiti più alti
Il dato più inatteso riguarda chi accumula i debiti più elevati. Il 6,5% degli under 30 ha un debito di almeno 50.000 euro (mediana 58.000 euro, pari a circa 32 mensilità di stipendio) e circa uno su 200 raggiunge o supera i 100.000 euro, con picchi vicini ai 122.000. Non si tratta però dei profili più precari: tra i più indebitati il 65,2% ha un contratto a tempo indeterminato (contro il 55,9% degli altri), lo stipendio mediano è più alto (1.700 euro contro 1.500) e quasi uno su tre guadagna almeno 2.000 euro netti.
A fine mese le rate valgono 956 euro di mediana (oltre la metà dello stipendio, 52,8%) e il 30,8% chiude in rosso, il doppio rispetto alla media degli under 30. Chi ha già un mutuo è il profilo più esposto in assoluto (debito mediano 24.000 euro, rate 973 euro, 38,2% in rosso), mentre i giovani in affitto mostrano numeri più contenuti.
Differenze territoriali e il salto dopo i 30 anni
Al Nord il debito mediano è di 18.000 euro, al Sud e nelle Isole scende a 16.050 euro, ma è più frammentato: il 42,5% dei giovani del Mezzogiorno ha tre o più debiti aperti (contro il 30,5% del Nord) e il 26,4% ha debiti su carte revolving (contro il 17,4%).
Il debito inizia presto: già tra i 18 e i 24 anni la mediana è di 15.645 euro e il 59,6% ha più di una posizione aperta. Tra i 25-29enni e i 30-39enni il debito mediano passa da 17.983 a 23.000 euro (+28%), il peso delle rate sale dal 33,3% al 41,4% dello stipendio e la quota di chi chiude in rosso dal 16,9% al 23,4%. I debiti accumulati prima dei 30 anni rischiano così di diventare strutturali proprio negli anni in cui si progettano casa, famiglia e futuro.
Educazione finanziaria e implicazioni
“I dati evidenziano che anche un’occupazione stabile può convivere con un livello di indebitamento elevato, soprattutto quando si accumulano più impegni finanziari. Colpisce inoltre il divario di genere: a fronte di un debito simile, le giovani donne hanno redditi inferiori e un debito che pesa di più sul loro stipendio. Tra le cause c’è anche la scarsa educazione finanziaria: secondo l’ultima indagine OCSE, i giovani italiani tra i 18 e i 29 anni si collocano al 38° posto su 39 Paesi”, dichiara Federico Poo Esteban, Country Manager Commerciale di Bravo Italia.
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