Causa ed effetto dell’impoverimento e della vulnerabilità di sempre più famiglie, il gioco d’azzardo è il grande tema trattato da Non è un gioco, è azzardo, il volumetto – piccolo solo per dimensioni, certo non per importanza – che Stefano Vaccari ha da poco pubblicato con Futura Editrice.
Il deputato Pd, componente della Commissione Antimafia e coordinatore del Comitato per l’analisi delle infiltrazioni mafiose e criminali nel gioco lecito e illecito, è accompagnato nel suo viaggio di disanima e documentazione del fenomeno da Marco Ciarafoni. È a lui che si deve la lunga e approfondita intervista attraverso la quale il parlamentare sciorina dati e analizza il problema, ma soprattutto indica strade possibili per arginarlo e contrastarlo sin dall’origine.
La prefazione del cardinale Matteo Zuppi
A corredo, la prefazione del cardinal Matteo Zuppi, presidente della CEI, che non ha mancato di denunciare più volte l’ipocrisia di un sistema che genera enormi profitti a discapito delle persone e ha lanciato un forte appello alla politica affinché adotti regole severe e trasversali, tutelando la dignità umana rispetto al mero gettito fiscale.
Di Luciano Gualzetti un altrettanto interessante intervento a postfazione, in cui il presidente della Consulta Nazionale Antiusura (che coordina una rete di 35 fondazioni e associazioni impegnate nella prevenzione dell’usura e del sovraindebitamento) sottolinea come da tempo sia stato messo a fuoco quanto “l’azzardo non sia un passatempo innocuo (…) ma sia capace di generare dipendenza e aprire varchi alla criminalità”. Sempre Gualzetti riconosce a Vaccari il merito di un’analisi lucida e puntuale anche grazie al suo passato di sindaco (il Dem è stato primo cittadino di Nonantola, in provincia di Modena, dal 1995 al 2004): “Chi ha amministrato un territorio – scrive il presidente – sa bene che dietro una richiesta di aiuto per una bolletta o un affitto non pagato si nasconde sempre più spesso la voragine dell’azzardo. Quella di Vaccari è una visione che nasce dal marciapiede, dal contatto quotidiano con le macerie umane che l’azzardo lascia dietro di sé e che si è poi affinata nelle sedi istituzionali più alte, come la Commissione Antimafia. Questa doppia prospettiva permette di leggere il fenomeno non solo come un dato economico, ma come una ferita viva nel tessuto delle nostre comunità”.
Tre storie di vita, di tragedia e di speranza
Alla luce di questo, assumono dunque ancora più rilevanza le tre testimonianze raccolte da Ciarafoni di Paolo, Sara e Maurizio: tre storie di vita, di tragedia e di speranza; perché come aveva avvertito sin dalla prefazione il cardinal Zuppi: “Nessuna persona è la sua fragilità, è anche tanto altro e quella fragilità può diventare consapevolezza, responsabilità, ferita da dove passa la luce”.
Chiude il libro una sezione dedicata ai dati economici (uno su tutti: al 31 dicembre 2025 le somme depositate sui conti di gioco ammontavano a un valore di 13.333.173.686,05 euro) e una appendice storica, che traccia brevemente le vicende legate al gioco d’azzardo in Italia dalle origini nella Roma antica a oggi, quelle legate ai Casinò e alle slot machine.
In definitiva, Non è un gioco, è azzardo di Stefano Vaccari e Marco Ciarafoni non si limita a scattare una fotografia spietata e documentata di un’Italia capillarmente dipendente dal gioco. Ha il merito più grande di togliere il velo di ipocrisia che troppo spesso avvolge il settore, dimostrando dati alla mano come lo Stato non possa fare cassa sulle fragilità dei propri cittadini. Il volume si configura così come un testo fondamentale non solo per gli addetti ai lavori o per la classe politica, ma per chiunque voglia comprendere come una “innocua” schedina o un conto online possano trasformarsi nel motore immobile dell’impoverimento sociale e della criminalità. Una lettura necessaria, che lascia una certezza: per invertire la rotta serve un cambio culturale che rimetta la dignità delle persone davanti al bilancio dello Stato.


