Il quarto decreto sicurezza del governo Meloni sarà probabilmente ricordato come uno dei più grandi pastrocchi della storia della Repubblica. Contestualmente alla conversione in legge di un provvedimento su cui il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha sollevato delle pesanti osservazioni, l’esecutivo emanerà in fretta e furia un altro decreto per correggere la norma oggetto di quelle osservazioni, ovvero quella grottesca “mancia” di 615 euro agli avvocati che avrebbero dovuto convincere i loro assistiti al rimpatrio volontario in cambio della stessa cifra. Una cosa mai vista che sa di mossa della disperazione.
Dopo il flop al referendum sulla Giustizia, Giorgia Meloni cerca di risalire la china
Dopo il flop del referendum sulla Giustizia, infatti, la destra cerca di risalire la china agitando le solite paure con cui ipnotizza da tempo la parte più “ingenua” (diciamo così…) dell’elettorato: gli “stranieri cattivi”, i “maranza”, l’immigrazione clandestina. Un disco rotto che va avanti ormai da vent’anni e che di fatto certifica il fallimento del primo governo di destra-destra, quello che aveva promesso di azzerare gli sbarchi, di rimpatriare tutti i clandestini e di rendere il Paese più sicuro. Al di là del fatto che negli anni si è amplificato il problema per fomentare trogloditi razzisti e mandrie di analfabeti funzionali, utilizzando casi di cronaca “a senso unico” per inculcare in una parte dell’opinione pubblica una percezione totalmente sbagliata (nei decenni passati c’erano più reati e molti meno immigrati…), nessuna delle promesse è stata mantenuta.
Tanti soldi buttati per la propaganda sulla Sicurezza
In compenso, per alimentare la fiamma della propaganda, in 4 anni di governo Giorgia Meloni ha bloccato il Parlamento e sperperato risorse col solo scopo di nascondere una palese incapacità di governare il Paese. Le misure “spot” sulla sicurezza, a cominciare dal mitologico “decreto rave”, si sono rivelate solo delle becere e dannose operazioni propagandistiche, norme che hanno solo creato nuovi reati riempendo di giovanissimi delle carceri già al collasso senza influire minimamente sull’ordine pubblico.
I centri in Albania ci costano la procedura di infrazione UE
Operazioni propagandistiche, spesso molto costose, che hanno sottratto risorse a quel welfare che servirebbe ad aiutare molti elettori di Lega e Fratelli d’Italia, quelli che soffrono più di altri la crisi perché non dotati di particolari talenti. Un dato su tutti: il rapporto deficit/Pil al 3,1%, quello che condanna l’Italia a un altro anno di procedura di infrazione Ue e impedirà al governo di aiutare le famiglie e le imprese in difficiltà, è stato causato da uno scostamento di 679 milioni di euro, ovvero i soldi che sono stati buttati per i due inutili centri in Albania.
E sapete quanti erano gli immigrati e gli avvocati che potenzialmente avrebbero giovato del “bonus rimpatri” di 615 euro? Udite, udite: parliamo di ben 400 immigrati e 400 avvocati. In conclusione, la Sicurezza continua ad essere la più grande arma di distrazione di massa della destra, un’arma sempre più spuntata perché persino molti analfabeti funzionali iniziano a capire che i problemi veri sono altri, dal carovita all’aumento del costo dell’energia.



