venerdì, Aprile 17, 2026
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E ora smettete di infastidirci con la vostra famiglia tradizionale

Sulla cosiddetta "famiglia tradizionale" il governo ha fallito su tutta la linea: se la condotta di alcuni ministri tradisce quella morale che si vorrebbe imporre al popolo, il crollo delle nascite sempre più evidente certifica il flop di quei bonus che sapevano tanto di "figli a pagamento"

Da sempre la destra più o meno estrema esalta il concetto di famiglia, o meglio: esalta il concetto di famiglia tradizionale. Sin dagli albori del celebre “Dio, patria e famiglia”, il nucleo sociale è stato utilizzato come tratto identitario di un certo modo di vivere. Non è un caso che – anche sul piano simbolico – si parli di un gruppo ristretto che vive chiuso dentro le cosiddette mura domestiche.

Per la destra, che a differenza della sinistra punta al benessere del singolo a scapito di quello della comunità, la famiglia tradizionale è il modello a cui ambire. Un modello con delle gerarchie molto chiare e che prevede – ieri come oggi – che la donna sia subalterna al maschio, svolgendo i ruoli di “angelo del casolare” (sguattera) e soprattutto di “incubatrice”. E no, non basta eleggere la prima donna presidente del Consiglio per mettere fine a questo malcostume. E non basta perché quella premier ha nominato una ministra per la Famiglia e la Natalità, con le Pari Opportunità messe a fanalino di coda sia nella dicitura che nell’azione politica. La famigerata famiglia tradizionale, negli anni, è stata spesso utilizzata per delegittimare le famiglie LGBTQ+, ovvero quelle famiglie “non tradizionali” da sempre osteggiate dai “talebani” nostrani.

W la famiglia tradizionale, ma solo quella degli altri

Quello che non quadra in questa già fallace narrazione, è che quelli che dovrebbero dare l’esempio e coltivare la loro famiglia tradizionale sono i primi a non farlo. Senza scomodare la buonanima dell’ex amico intimo di Ruby Mubarak (che in fondo ha avuto il pudore di non esaltare mai il concetto limitandosi a una sorta di silenzio assenso) e senza tornare a un passato ormai lontano, quello in cui i dirigenti della Democrazia Cristiana erano decisamente più libertini e meno “bacchettoni” di quelli del Partito Comunista, le vicissitudini dell’attuale “governo” bastano e avanzano per spiegare che, per la destra, la famiglia tradizionale va bene a patto che sia quella degli altri.

Dal threesome alle relazioni extraconiugali

Giorgia Meloni – “donna, madre, cristiana, italiana” – oltre a non essersi mai sposata ha dovuto mollare il suo ex compagno per dei fuorionda in cui proponeva “threesome” e “foursome” a giovani colleghe mentre si toccava il pacco davanti a loro. Un approccio assai poco “tradizionale” che deve aver creato un certo imbarazzo nella premier. Il suo vice leghista, quello che bacia i rosari e non perde occasione per ostentare una cristianità vagamente bigotta, ha avuto il primo figlio dal primo matrimonio e la seconda figlia da una successiva relazione, prima di averne altre.

Senza uscire dall’esecutivo, l’ex ministro della Cultura, Alain Sangiulian (conosciuto anche come Gennaro Sangiuliano), ha dovuto cedere la poltrona a causa della tossica relazione extraconiugale con tal Maria Rosaria Boccia, mentre le cronache di questi ultimi giorni ci raccontano della liaison tra il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi e la giornalsita Claudia Conte. Ci sarebbero altre storie “piccanti” che si potrebbero raccontare, ma restiamo su quelle di pubblico dominio.

Ora lasciateci in pace

No, nessuno vuole fare la morale a nessuno. La “debole carne” di chi avrebbe dovuto sponsorizzare la famiglia tradizionale non fa altro che rafforzare le convinzioni di chi considera superato quel modello e chiede da anni che venga data pari dignità a tutti gli altri, a cominciare da chi sceglie di stare da solo e non ama essere considerato un cittadino di serie B. Quello che invece dovremmo chiedere a gran voce, è che gli esponenti della destra la smettano, una volta per tutte, di infastidirci con qualcosa che va stretto anche a loro.

Il fallimento loro fallimento è totale: mentre i ministri tradivano quella morale tanto decantata, le nascite continuavano a crollare, a dimostrazione che quei bonus che sapevano tanto di “figli a pagamento” sono stati totalmente inutili. In Italia, nel 2025, l’Istat certifica 355 mila nascite, a fronte di 652 mila decessi. A compensare l’inverno demografico e l’emigrazione dei tanti giovani che hanno scelto di andarsene in Paesi migliori del nostro ci hanno pensato, ancora una volta, gli odiati immigrati.

 

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