Da sempre la destra più o meno estrema esalta il concetto di famiglia, o meglio: esalta il concetto di famiglia tradizionale. Sin dagli albori del celebre “Dio, patria e famiglia”, il nucleo sociale è stato utilizzato come tratto identitario di un certo modo di vivere. Non è un caso che – anche sul piano simbolico – si parli di un gruppo ristretto che vive chiuso dentro le cosiddette mura domestiche.
Per la destra, che a differenza della sinistra punta al benessere del singolo a scapito di quello della comunità, la famiglia tradizionale è il modello a cui ambire. Un modello con delle gerarchie molto chiare e che prevede – ieri come oggi – che la donna sia subalterna al maschio, svolgendo i ruoli di “angelo del casolare” (sguattera) e soprattutto di “incubatrice”. E no, non basta eleggere la prima donna presidente del Consiglio per mettere fine a questo malcostume. E non basta perché quella premier ha nominato una ministra per la Famiglia e la Natalità, con le Pari Opportunità messe a fanalino di coda sia nella dicitura che nell’azione politica. La famigerata famiglia tradizionale, negli anni, è stata spesso utilizzata per delegittimare le famiglie LGBTQ+, ovvero quelle famiglie “non tradizionali” da sempre osteggiate dai “talebani” nostrani.
W la famiglia tradizionale, ma solo quella degli altri
Quello che non quadra in questa già fallace narrazione, è che quelli che dovrebbero dare l’esempio e coltivare la loro famiglia tradizionale sono i primi a non farlo. Senza scomodare la buonanima dell’ex amico intimo di Ruby Mubarak (che in fondo ha avuto il pudore di non esaltare mai il concetto limitandosi a una sorta di silenzio assenso) e senza tornare a un passato ormai lontano, quello in cui i dirigenti della Democrazia Cristiana erano decisamente più libertini e meno “bacchettoni” di quelli del Partito Comunista, le vicissitudini dell’attuale “governo” bastano e avanzano per spiegare che, per la destra, la famiglia tradizionale va bene a patto che sia quella degli altri.
Dal threesome alle relazioni extraconiugali
Giorgia Meloni – “donna, madre, cristiana, italiana” – oltre a non essersi mai sposata ha dovuto mollare il suo ex compagno per dei fuorionda in cui proponeva “threesome” e “foursome” a giovani colleghe mentre si toccava il pacco davanti a loro. Un approccio assai poco “tradizionale” che deve aver creato un certo imbarazzo nella premier. Il suo vice leghista, quello che bacia i rosari e non perde occasione per ostentare una cristianità vagamente bigotta, ha avuto il primo figlio dal primo matrimonio e la seconda figlia da una successiva relazione, prima di averne altre.
Senza uscire dall’esecutivo, l’ex ministro della Cultura, Alain Sangiulian (conosciuto anche come Gennaro Sangiuliano), ha dovuto cedere la poltrona a causa della tossica relazione extraconiugale con tal Maria Rosaria Boccia, mentre le cronache di questi ultimi giorni ci raccontano della liaison tra il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi e la giornalsita Claudia Conte. Ci sarebbero altre storie “piccanti” che si potrebbero raccontare, ma restiamo su quelle di pubblico dominio.
Ora lasciateci in pace
No, nessuno vuole fare la morale a nessuno. La “debole carne” di chi avrebbe dovuto sponsorizzare la famiglia tradizionale non fa altro che rafforzare le convinzioni di chi considera superato quel modello e chiede da anni che venga data pari dignità a tutti gli altri, a cominciare da chi sceglie di stare da solo e non ama essere considerato un cittadino di serie B. Quello che invece dovremmo chiedere a gran voce, è che gli esponenti della destra la smettano, una volta per tutte, di infastidirci con qualcosa che va stretto anche a loro.
Il fallimento loro fallimento è totale: mentre i ministri tradivano quella morale tanto decantata, le nascite continuavano a crollare, a dimostrazione che quei bonus che sapevano tanto di “figli a pagamento” sono stati totalmente inutili. In Italia, nel 2025, l’Istat certifica 355 mila nascite, a fronte di 652 mila decessi. A compensare l’inverno demografico e l’emigrazione dei tanti giovani che hanno scelto di andarsene in Paesi migliori del nostro ci hanno pensato, ancora una volta, gli odiati immigrati.



