domenica, Marzo 8, 2026
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Vittimismo e “immigrati cattivi”, le armi (ormai spuntate) di Giorgia Meloni

Se Giorgia Meloni non governasse l’Italia da quasi quattro anni, la sua propaganda infarcita di frottole potrebbe avere anche un senso. La premier è da tempo una sorta di influencer che produce contenuti per fomentare il suo pubblico e per offrire ai sostenitori più attivi sui social e nelle osterie argomenti da opporre alle critiche e agli attacchi che arrivano dalle opposizioni. Contenuti che servono principalmente a nascondere verità molto scomode come l’aumento della povertà e la spaventosa perdita di potere d’acquisto di una vasta fetta della popolazione.

La costante è il vittimismo: ogni volta che qualcosa non va come deve andare, la colpa è sempre di altri. E gli altri sono ovviamente i “giudici politicizzati”, la sinistra, i giornalisti, la Corte dei Conti, chi scende in piazza e tutti quelli che non si allineano. Insomma, la leader di un governo che gode di una maggioranza schiacciante nei due rami del Parlamento, da quando si è insediata non fa altro che accusare altri per ciò che non riesce a fare.

Gli “immigrati cattivi”, il grande classico della propaganda di Giorgia Meloni

E poi c’è il grande classico: gli “immigrati cattivi” e l’emergenza sicurezza. Anche qui ci si chiede cos’abbia fatto il governo guidato da Giorgia Meloni dal 23 ottobre del 2022, giorno del suo insediamento. Com’è possibile che una premier, insieme a molti ministri di punta del suo governo (a cominciare dal ministro delle Infrastrutture, dei Trasporti e della Famiglia nel bosco) e agli opinionisti governativi, continuino a trattare l’argomento come se a governare fossero altri? la risposta, purtroppo, è contenuta nei dati dell’Ocse sull’analfabetismo funzionale in Italia. In un Paese in cui il 35% degli adulti è incapsce di elaborare e utilizzare efficacemente informazioni complesse o scritte per la vita quotidiana, è facile far credere a quel pezzo della popolazione che un governo tra i più longevi della storia della Repubblica non riesca a governare.

La premier influencer

L’ultimo esempio è il video con cui la premier ha attaccato la decisione di “alcuni giudici” che hanno imposto allo Stato di risarcire un migrante spedito in uno dei costosi canili realizzati in Albania. Meloni esordisce ricordando che si trattava di un “cittadino algerino irregolare”, una definizione che ovviamente carica oltremodo i trogloditi razzisti che da bravi trogloditi razzisti commentano in massa il post. I “bersagli”, in questo caso, sono due: a parte il solito “immigrato cattivo” ci sono i sempreverdi “giudici politicizzati”, quelli che vanno fatti fuori votando “Sì” al referendum. Inutile dire che qualora vincesse il “Sì” al referendum, in realtà, non cambierebbe assolutamente nulla, perché i giudici continuerebbero ad applicare le leggi esattamente come fanno oggi.

Perché i canili in Albania non funzionano

Quello che Giorgia Meloni non dice è che quel migrante con diversi precedenti penali non può essere trattenuto nei centri in Albania. E non può essere trattenuto perché le modalità “degradanti e lesive dei fondamentali diritti della persona” con cui è stato trasferito lì non rispettavano le più elementari norme italiane e comunitarie a tutela dei diritti della persona. Il problema è sempre lo stesso ed era stato posto al governo da prima dell’apertura dei due canili: non si possono scrivere delle leggi che ne violano altre, altrimenti il fallimento è assicurato.

Ovviamente il contenuto è funzionale alla campagna referendaria, quindi la colpa del fallimento non è di un governo che non sa scrivere le leggi, non è di un governo che ha messo in piedi un’inutile e costosa operazione propagandistica con la scusa di un inesistente “deterrente”, ma dei soliti “giudici comunisti” che bloccano tutto. La sensazione è che i sondaggi di questi ultimi giorni, che vedono il “No” in grande risalita, abbiano turbato Palazzo Chigi.

Le prime crepe nella propaganda

I supporter della premier, che spesso non hanno una grande capacità di analisi, continuano ad approvare e a diffondere il “verbo”, ma da un po’ di tempo a questa parte non mancano le crepe. Scorrendo i commenti, infatti, molti utenti contestano alla presidente del Consiglio il fatto che è lei ad avere in mano le redini e che il suo perenne lamento inizia a stancare. Persino molti che si dichiarano elettori di Fratelli d’Italia chiedono soluzioni più efficaci, lamentando il fatto che dall’insediamento dell’esecutivo non vedono cambiamenti sul versante sicurezza. Un utente scrive: “A che servirà votarti di nuovo nel 2027 se poi ci dirai che non puoi fare nulla per colpa dei giudici?”. Difficile dargli torto. È il “lato oscuro” della propaganda: quando crei la percezione di un’emergenza che non c’è e continui ad utilizzare quella percezione per fomentare le “truppe”, qualcuno ti fa notare l’incoerenza.

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