venerdì, Gennaio 23, 2026
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Confermare l’immunità a Ilaria Salis è stato un gesto di civiltà

Per un voto il Parlamento Europeo ha impedito al regime di Viktor Orban di rimettere le catene all'eurodeputata italiana

Ilaria Salis non dovrà tornare in una prigione ungherese. Non sarà nuovamente incatenata e non sarà nuovamente ostaggio politico di un governo che utilizza i tribunali per sopprimere il dissenso. Un governo che appoggia le sfilate della feccia neonazista ma prova a vietare il Pride. Un governo che ha un portavoce, Zoltan Kovacs, che qualche settimana fa ha risposto a un tweet dell’eurodeputata italiana con le coordinate del carcere di Marianosztra.

La spaccatura nel PPE

A Strasburgo, grazie al voto segreto, eurodeputati di tutti gli schieramenti hanno scelto di confermare l’immunità di Ilaria Salis e di respingere le pretese del regime di Viktor Orbán. Una votazione sul filo del rasoio, dove l’estrema destra che ha infestato anche parte del PPE ha fallito l’obiettivo per appena un voto: in 306 hanno votato per salvare la loro collega, in 305 per rispedirla in Ungheria, in 17 si sono astenuti.

Decisiva la spaccatura dei popolari, con gli olandesi e i tedeschi che probabilmente hanno mandato l’ennesimo messaggio al despota di Budapest. E anche tra gli italiani qualche esponente di Forza Italia avrebbe votato in dissenso rispetto alla linea ufficiale del partito.

Quello su Ilaria Salis è stato un voto contro i nuovi barbari

Quello del Parlamento Europeo è stato semplicemente un gesto di civiltà. Un voto contro i nuovi barbari che vogliono affossare l’Europa e rinnegarne i valori. Simbolico che tutto sia accaduto il 7 ottobre, mentre quegli stessi partiti che volevano rimandare Ilaria Salis in prigione fanno a gara per utilizzare l’attacco terroristico di Hamas per le loro propagande filo israeliane, senza ovviamente ricordare che la risposta ai crimini compiuti dagli estremisti islamici nel 2023 è stata un crimine all’ennesima potenza: l’Olocausto dei palestinesi.

Le reazioni scomposte dei soliti noti

Inutile dire che il voto ha scatenato le reazioni scomposte dei soliti personaggi improvvisati della “politica” (le virgolette sono d’obbligo…) e del “giornalismo” (idem…). Il loro naturale portavoce, Matteo Salvini, “scrive”: “Col trucchetto del voto segreto, richiesto dai gruppi di sinistra, anche qualcuno che si dice di ‘centrodestra’ ha votato per salvare la signora Salis dal processo. Vergogna!”.

 

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Insomma, per la destra gli unici ad essere “perseguitati dai giudici” sono ministri, sottosegretari e parlamentari della loro parte, come una certa ministra del Turismo accusata di aver truffato l’Inps in un momento drammatico in cui le aziende chiudevano a causa degli effetti della pandemia. Gli altri che vadano a processo in Ungheria, un Paese dove non è garantito lo Stato di Diritto. Un Paese dove i tribunali sono il braccio armato di Orban. Questo è il livello della destra italiana. Fortunatamente, in Europa, c’è ancora un po’ di civiltà.

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