martedì, Maggio 19, 2026
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Benedetta Scuderi: “Su Russia, Iran e Israele l’Europa applica un doppio standard”

Si discute molto della presenza del padiglione della Russia alla Biennale dell’arte di Venezia. Il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, oltre ad aver annunciato che diserterà l’evento di inaugurazione, ha inviato degli ispettori nella sede della Fondazione che organizza la Biennale, presieduta da Pietrangelo Buttafuoco, per verifiche e approfondimenti sulle autorizzazioni concesse alla Federazione Russa. Il caso è arrivato anche qui, al Parlamento Europeo, dove alcuni eurodeputati hanno chiesto addirittura la revoca dei fondi comunitari alla manifestazione. Ne ho parlato con Benedetta Scuderi, eurodeputata di Alleanza Verdi Sinistra.

Benedetta Scuderi (Avs): “Non legittimare i governi che compiono i crimini”

“È un’evidente dicotomia. Per noi – spiega Benedetta Scuderi – la cosa importante è riuscire a colpire e a non legittimare i governi che compiono i crimini. Vale per la Russia, ma anche per Israele. Ci fa un po’ specie che si sia sollevato tutto questo polverone, anche in Europa, perché alcuni artisti di nazionalità russa partecipano alla Biennale di Venezia, quando noi stiamo chiedendo a più riprese che Israele non partecipi ad eventi e manifestazioni internazionali come l’Eurovision, le Olimpiadi, i Mondiali: competizioni internazionali in cui allo Stato di Israele, a differenza di quanto avviene per la Russia, è permesso di partecipare con la propria bandiera. È una legittimazione totale del governo israeliano, che sta commettendo dei crimini di guerra e un genocidio. Siamo davanti a un doppio standard”.

Due pesi e due misure

Insomma, due pesi e due misure. A parità di crimini di guerra e di crimini contro l’umanità, Paesi come la Russia di Putin o l’Iran, oltre a ricevere pesanti sanzioni economiche, vengono escluse da tutte le manifestazioni sportive e culturali, cosa che non avviene con Israele. “Al momento – continua Benedetta Scuderi – non è attiva nessuna sanzione contro lo Stato di Israele, malgrado il Paese guidato da Netanyahu abbia fatto scoppiare delle guerre illegali, stia bombardando civili portando avanti un genocidio e continui com’un’occupazione illegale della Cisgiordania, un’occupazione ufficialmente condannata da un’Unione Europea che però non fa nulla in risposta. C’è un evidente doppiopesismo, perché in altre situazioni, ugualmente brutali, si è agito con tempestività e con pesanti sanzioni di natura commerciale. Noi vorremmo che il diritto internazionale sia applicato sempre e senza fare distinzioni”.

A confermare la differenza di trattamento evidenziata dall’eurodeputata di Alleanza Verdi Sinistra, la mancata sospensione, da parte del Consiglio degli Affari Esteri dell’Unione Europea, dell’accordo di associazione tra UE e Israele. Italia e Germania sono stati i principali Paesi che hanno bloccato la proposta, sostenuta da molti Stati membri e da oltre un milione di cittadini che avevano firmato una petizione.

“Gli accordi commerciali con Israele finanziano il genocidio e le guerre”

“Per la sospensione di tutto l’accordo – spiega ancora Benedetta Scuderi – serve l’unanimità. E questo rende praticamente impossibile farlo. Per questo la Commissione aveva proposto solo la sospensione della parte commerciale, che invece richiedeva una maggioranza qualificata. Il nostro governo e quello tedesco si sono opposti e il nostro esecutivo ha motivato la scelta in modo abbastanza singolare, sostenendo che la sospensione degli accordi commerciali avrebbe colpito la popolazione. È falso: abbiamo le prove che proprio gli accordi commerciali stanno finanziando il genocidio e le guerre, oltre a finire ad aziende che si trovano in territori occupati e che si arricchiscono sul sangue dei palestinesi”.

“E poi, anche in questo caso, è singolare che non si sia posto questo problema quando si sono sanzionati Paesi come l’Iran, danneggiando anche quel popolo che viene trucidato dal regime. Altra assurdità che emerge dalla posizione del nostro esecutivo, è che proprio il governo Meloni ha bloccato il rinnovo automatico del memorandum sulla Difesa con Israele: in quel caso lo ha fatto dopo che gli israeliani hanno colpito dei soldati italiani del contingente italiano dell’Unifil nel Sud del Libano, non per tutti gli altri crimini di cui si è macchiato il Paese guidato da Netanyahu. Sembra molto un’operazione di facciata”.

“La sanzione dei coloni è uno specchietto per le allodole”

In risposta alle critiche che arrivano da più parti, l’Unione Europea si difende affermando che esistono delle sanzioni contro i coloni israeliani che occupano illegalmente terre in Cisgiordania. Anche qui, però, siamo davanti a poco più che un’operazione di facciata.

“La sanzione dei coloni – sottolinea l’europarlamentare AVS – è uno specchietto per le allodole. Al momento ne sanzioniamo solo nove e non sono neanche tutti quelli che fanno parte delle fazioni più violente. Ci sono inoltre una serie di modalità per raggirare le sanzioni, ad esempio sembra che ci siano delle aziende che lavorano sui territori occupati ma hanno sedi da altre parti. Ovviamente non viene fatto alcun controllo e quindi l’iniziativa è del tutto inefficace. Inoltre, i ministri del governo israeliano sono molto vicini ai coloni e rappresentano i loro interessi, quindi è ancora più incoerente dire di sanzionare i coloni mentre si fanno accordi con il governo sostenuto dagli stessi coloni”.

Come sanzionare i governi criminali senza colpire il dissenso?

Quando si sanziona un Paese, si finisce per sanzionare il suo popolo e questo è inevitabile. La speranza, in questi casi, è che proprio i disagi causati dalle sanzioni spingano le persone a ribellarsi. Ovviamente non è facile, soprattutto quando si tratta di dittature sanguinarie o di democrazie incompiute, come nel caso di Israele. Quello che sicuramente bisognerebbe cercare di evitare è colpire anche chi, nel suo Paese, si oppone a un governo criminale. Tornando alla polemica sul padiglione della Russia alla Biennale di Venezia, bisognerebbe tener conto che spesso il dissenso cova proprio negli ambienti culturali.

“Il rischio che colpendo l’arte e lo sport si vadano a colpire quei settori che potrebbero produrre o producono sacche di dissenso a dei governi autoritari – conclude Benedetta Scuderi – è molto alto. Però dobbiamo essere sicuri di supportare delle realtà davvero indipendenti, perché quando ci troviamo davanti a dei regimi come quelli di cui stiamo parlando è molto difficile trovare delle attività sportive e culturali davvero indipendenti. Quello che possiamo fare è cercare di supportare la creazione di un pensiero critico all’interno di quei Paesi e aiutare chi crede davvero nei valori della cultura e dello sport, evitando la presenza di bandiere e correlazioni chiare con governi che stanno compiendo dei crimini”.

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